Non capisco.
Non provo alcun senso di onnipotenza camminando per le strade di questa fottuta città e sapendo che nessuno tra quelli che m'incrociano conosce il mio nome.
Non capisco.
Non sono felice.
Non sono contenta.
Non sono soddisfatta.
Mi sto sacrificando e non ne vedo il motivo.
Non capisco.
Mi sveglio la mattina, faccio colazione da sola.
Vado a lezione, me ne sto lì come davanti ad un televisore, le professoresse parlano parlano parlano e tutto quello che possiamo fare noi settanta immigrati è seguire i comandi di regia.
Annuire.
Sorridere.
Ridere.
Prendere appunti.
Arbeit Macht Frei.
Torno a casa, faccio pranzo da sola.
Passo il tempo libero a tentare di contattare casa, ma le poche parole scambiate su messenger o al telefono non fanno altro che frustrarmi ulteriormente ed ulteriormente farmi sentire questa dannata distanza.
Altre lezioni, altra tv.
Non sanno neanche il mio nome.
Torno a casa, faccio cena da sola.
Ancora a mendicare contatti/chiamate/parole con tutti i mezzi a mia disposizione.
Sempre più frustrata.
A commentare un'immagine, su DeviantArt: "Si tratta della libertà, mi sono promesso di non cercarla mai più lontano da quello che realmente amo, perchè diventa soltanto una illusione."
