Cartella Clinica

Sometimes the only way to stay sane is to go a little crazy
martedì, 02 ottobre 2007

Down

Non capisco.

Non provo alcun senso di onnipotenza camminando per le strade di questa fottuta città e sapendo che nessuno tra quelli che m'incrociano conosce il mio nome.
Non capisco.

Non sono felice.
Non sono contenta.
Non sono soddisfatta.
Mi sto sacrificando e non ne vedo il motivo.
Non capisco.

Mi sveglio la mattina, faccio colazione da sola.
Vado a lezione, me ne sto lì come davanti ad un televisore, le professoresse parlano parlano parlano e tutto quello che possiamo fare noi settanta immigrati è seguire i comandi di regia.
Annuire.
Sorridere.
Ridere.
Prendere appunti.

Arbeit Macht Frei.

Torno a casa, faccio pranzo da sola.
Passo il tempo libero a tentare di contattare casa, ma le poche parole scambiate su messenger o al telefono non fanno altro che frustrarmi ulteriormente ed ulteriormente farmi sentire questa dannata distanza.

Altre lezioni, altra tv.
Non sanno neanche il mio nome.
Torno a casa, faccio cena da sola.
Ancora a mendicare contatti/chiamate/parole con tutti i mezzi a mia disposizione.
Sempre più frustrata.

 

A commentare un'immagine, su DeviantArt: "Si tratta della libertà, mi sono promesso di non cercarla mai più lontano da quello che realmente amo, perchè diventa soltanto una illusione."




postato da mzp alle ore 19:15 | link | commenti (1)
categorie: diario

Commenti
#1    05 Ottobre 2007 - 21:30
 
tesoraccia l'inizio è duro quasi quanto la fine soprattutto quando inizi e finisci da sola
soprattutto quando fai qualcosa che ti piace fare nel momento stesso in cui lo fai ma se appena ti fermi a pensare, a chiederti il perchè lo fai già non ti piace più o almeno non ti sembra che ti piaccia così tanto da giustificare gli sforzi i sacrifici e le distanze dalle cose o dalle persone che fino a poco prima contribuivano a riempire i nostri tempi e nostri spazi senza darci modo di pensare che forse quello che stavamo facendo era qualcosa che ci pensavamo ci piacesse fare ma che forse non ci piaceva veramente.
L'università è un'insidia non tanto per i programmi e per gli esami ma per al vita a cui costringe una ragazza o ragazzo di 20 anni circa che non sa assolutamente nulla di quello che vuole o quantomeno nonha la forza di difendere ciò che pensa di volere dallo scoraggiamento continuo a cui viene sottoposto dalla realtà oggettiva di ciò che ruota attorno all'università...il dopo.
Io sono in dirittura di arrivo, la triennale si conclude quest'anno e sono in crisi motivazionale, pur vivendo coi miei, nessuno ha mai capito perchè io abbia preso scienze Politiche o quali prospettive mi offra e così nell'istante in cui capita anche a me di dubitare di questa scelta (cosa che poi puntualmente difendo a spada tratta con la luce negli occhi e lo slancio accalorato di un'avvocatessa durante l'arringa finale del processo) sono sola contro tutto un sistema di cose che non mpappartiene.
Ti capisco e ti penso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ameliuccia

Commenti

Chi sono

Utente: mzp
Una diciottenne dalla personalità borderline

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Categorie

diario

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
online