Non è che prima di Siena fossi diversa, eh.
Fatta di estremi.
Sempre e comunque.
Lo dissi pure a lui ma senza dirgli che sarei cambiata, perché non volevo farlo e, anche volendolo, non ci sarei riuscita.
No, una volta lo dissi - cambiereiperte - ma tanto non lo credevo perché se gli era piaciuta lei, che era in poche parole - anzi, letteralmente in parole me - potevo piacergli io.
Ma forse sarebbe stato lui a dover cambiare qualcosa, e non ne sarebbe stato capace, e tutto quello che mi viene da pensare ora come ora è dov'ero il 16 ottobre dell'anno scorso, e quanto mancava alla crisi - poco, poco.
Mettiamo, oggi - DANG! - stangata di depressione a duecento metri dalla Feltrinelli di Banchi di Sopra.
Da dietro, vigliacca, violenta.
Di Martedì capita spesso.
Già cala l'adrenalina del ritorno a Siena e ancora non riesco a vedere le quattro e quaranta del Venerdì, meraviglioso, amato giorno in cui prendo il pullman per tornarmene felicemente a casa.
Grazie a Dio quelle due se ne sono andate.
Averle dentro casa sarebbe stato un ulteriore colpo al mio morale.
Casino, quanto casino fanno.
Musica dal pc musica dalla radio voci dalla tv e loro sopra a canticchiarci parlarci urlarci.
Ero così insofferente prima?
Ma quanto casino fanno.
Mancano dodici ore alle 8 di domani.
Che faccio?
